LA    GARFAGNANA


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 580 km.

 

     Appena partiti valichiamo subito l'Abetone (1388 m), passando attraverso le caratteristiche piramidi (edificate all'inizio del '700, erano il punto di confine tra i ducati di Modena e di Toscana appena uniti da una strada detta "via modenese"), scendiamo in Emilia fino a Pievepelago da dove risaliamo per Sant'Anna, dove deviamo per il caratteristico passo delle Radici (1529 m) che ci affaccia sulla Garfagnana e ci mostra la corona delle Alpi Apuane.

    Tornati a Sant'Anna deviamo lungo il crinale e costeggiamo il parco dell'Appenino Tosco Emiliano fino a Villa Minozzo, dove risaliamo per Monteorsaro e dove, per un' errata lettura, mi sono trovato con la moto, il tris di bauletti ed il passeggero, per una stretta strada bianca di circa 7 km che ci ha fatto valicare un certo colle Cisa e ci ha riportato a Ligonghio, mai più! l'unica cosa positiva è che ci ha permesso di vedere, in lontananza, la strana Pietra Bismantova (1047 m) che si erge molti km più a valle.

    Dato il molto tempo perso e la possibilità di un altro sterrato, evitiamo il passo di Pradarena (1572 m) e deviamo per Collagna dove prendiamo la bella e veloce SS 63 che ci porta al bel Passo del Cerreto (1261 m): sosta tonificante e torniamo a scendere nuovamente in Toscana percorrendo veloci curve fino a Fivizzano e poi, noiosi e caldi dritti fino ad Aulla, dove passiamo alla SS 62 della Cisa e puntiamo Pontremoli.

    Dopo il centro deviamo per il passo del Brattello (953 m) in quanto la Cisa l'ho gia fatta, e devo dire di aver fatto bene in quanto il traffico era praticamente assente, la strada appena riasfaltata e sicuramente meno "controllata" dell'altra! Scesi a Borgo Val di Taro prendiamo per Bedonia e, valicato il passo del Tomarlo (1602 m), siamo in val d'Aveto: sinuosa e verde, segue il corso del suo torrente fino a Marsaglia, dove passiamo in val Trebbia ed il suo bellissimo asfalto, accompagnato da una serie inesauribile di curve fino a Laccio, dove prendiamo la valle Scrivia fino a Busalla.

    Il divertimento è finito come le ferie, tagliamo le pianure dell'Alessandrino, le Langhe ed il Roero fino alle campagne cuneesi ed infine casa.