ANELLO DEL SAN GOTTARDO


Quest'anno l'afa è veramente opprimente ed allora abbiamo pensato ad una bella gita "fuori porta" che ci portasse un poco di frescura e refrigerio!
Abbiamo approfittato per passare la notte in un bellissimo bed and breakfast che avevamo trovato per le ferie dell'anno scorso ed anche l'avvicinamento in Svizzera fino a Bellinzona ricalca la strada dell'anno passato; dopo un penoso passaggio per la pianura vercellese (intendiamoci per il caldo!), che abbiamo affrontato per l'andata ed il ritorno, l'anello del San Gottardo è stato veramente impareggiabile!
Come al solito una piccola descrizione cliccando sul percorso, ma già vi dico che non rende merito, ed anche le foto non rendono la maestosità del panorama.
Se vi capita fatelo perchè i km. si ammortizzano e non sono esagerati e i posti lo meritano.
240 km.
Con 40° all'ombra fare la tangenziale di Torino e la bretella fino a Chivasso è stata veramente una goduria! Ti vesti come per andare in spiaggia e poi te ne infischi delle protezioni e via, sali in moto!
Comunque niente da segnalare: caldo, traffico e monotonia di una strada che taglia la pianura vercellese in mezzo a distese di mais e di riso, imperterriti non facciamo soste e fino a Gozzano non pensiamo neanche di fermarci! arrivati finalmente al lago d'Orta ci rilassiamo un attimo e ci fermiamo per una bella sosta per riprenderci dalla fatica del caldo e della strada.
Ripartiti con molta calma prendiamo per Gravellona Toce e da qui entriamo in Val d'Ossola, rinfrancati per le montagne che ci vengono incontro portando ombra e frescura.
Arrivati ad Ornavasso ci concediamo una piccola deviazione con sosta: tempo indietro avevo visto di sfuggita la fine di un documentario che parlava di un Santuario (per la precisione della Madonna del Boden) e mi aveva interessato in quanto non si parlava di religione, bensì dell'energia magnetica generata dal pianeta, che percorrendo delle linee si incrocia in vari punti uno dei quali è propio il luogo dove sorge il Santuario.
Quale occasione migliore per una deviazione? Il posto è carino e ti da una sensazione di grande serenità; religione? scienza? io sicuramente non posso rispondere ma se vi interessa ho trovato una piccolissima recensione di un libro, a voi il giudizio.
Dopo il Santuario ci siamo ancora intrattenuti per visitare un tratto della vecchia linea di fortificazione Cadorna che segue tutto il pendio della valle ed ancora oggi si possono vedere trincee e postazioni con vecchi obici e mortai.
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Dopo queste deviazioni ritorniamo sulla nostra strada ed in poco tempo cosumiamo gli ormai esigui km, che ci separano da Beura.
Questa è la strada a parte le deviazioni che abbiamo fatto poi due giorni dopo per rientrare.
Ecco il pezzo forte! un bellissimo anello di 340 km.
Partiamo di buon mattino e da Domodossola dopo aver fatto il pieno imbocchiamo la val Vigezzo, la strada bella e larga sale rapidamente fino al caratteristico paese di Santa Maria Maggiore; qui lasciamo per fortuna una bella parte di traffico e proseguiamo verso il valico di Ponte Ribellasca, la strada diventa più stretta e tortuosa, fino a sbucare nello stretto canyon della svizzera Centovalli che rapidamente ti porta nella splendida Locarno.
Intruppati nel "ligio" traffico svizzero proseguiamo fino a Bellinzona dove giriamo seguendo il corso del fiume Ticino sulla strada cantonale2, il traffico è quasi assente e si procede tranquillamente fino alla cittadina di Biasca dove imbocchiamo la val Leventina.
La valle sale rapidamente e I vasti prati lasciano il posto a piccoli alpeggi ed arditi strapiombi fino alla gola veramente inquietante che troviamo prima di Airolo, il paese da cui o si prendono i 16,3 km. di tunnel o si sale i 1000 metri di dislivello che ti portano al valico del San Gottardo.
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La strada si snoda in una serie infinita di tornanti che arrancano sul fianco della montagna fino a sbucare con grande stupore in un valico veramente bello ed ampio, vi consiglio di visitare questa pagina in quanto vi darà delle informazioni e spiegazioni su questo passo che io potrei solo trascrivere.
Dopo la pausa di rito riprendiamo la marcia iniziando la discesa di 10 km che ci separa dal centro di Hospental, I tornanti sono ampi e scendiamo in mezzo a splendidi alpeggi fioriti; la valle che imbocchiamo adesso è di nuovo ampia e solare fino al centro di Realp da dove torniamo ad arrancare in stretti tornanti, ma con stupore ci rendiamo conto che superato lo sperone della montagna la strada torna ad essere lineare e con una lunga salita di 15 km. di asfalto praticamente perfetto arriviamo al poco (secondo me) valorizzato passo Furka e i suoi 2400m.
Dopo poca strada in discesa arriviamo al belvedere dove possiamo vedere a pochi metri da noi il ghiacciaio del Rhone da cui nasce il rispettivo fiume da cui si forma il lago di Ginevra! e di fronte, sull'altro versante, la sinuosa salita e il lago del Grimselpass; dopo questa splendida vista riprendiamo a scendere ed arriviamo a Gletsch da dove risaliamo per una splendida strada e raggiungiamo lo stupendo Grimselpass e i suoi laghetti variopinti.
Consumiamo un veloce pranzo immersi in una piacevole brezza e poi raggiungiamo di nuovo Gletsch e in 12 km. di splendide curve in una ricca ed odorosa pineta sbuchiamo nei vasti prati del paese di Ulrichen da dove deviamo per il passo della Novena.
Questo passo è su una direttrice secondaria e quindi il traffico è minore ma non per questo la strada, che è sempre ben asfaltata e curata; arrivati alla cima con l'immancabile laghetto vediamo davanti a noi le propaggini del Corno Gries ovvero dell'estrema punta del Piemonte; una panoramica sulle cime che ci circondano e di nuovo giù nel caldo pomeridiano del fondovalle.
Cerchiamo di raggiungere velocemente, traffico permettendo, il centro di Briga da cui saliremo per il Sempione e quindi l'Italia, qui una nota: arrivato ormai a 300 km. decido di rifornirmi pensando di essere vicino al confine! ma non è così facile: ho trovato un impianto che "magnanimamente" accetta gli euro ma occhio solo le banconote e dando il resto in franchi! immaginate voi il cambio!
E' veramente diciamo "strano" che una nazione circondata ed in piena zona euro non accetti questa valuta se non dietro preghiere e sorrisini! è opportuno cambiare un po' di soldi almeno per le spese spicce e poi affidarsi alle carte di credito almeno così il cambio è corretto.
Dopo aver "velocemente" fatto il pieno salgo il Sempione con le sue lunghe gallerie e i suoi ponti arditi fino ad arrivare alla cima dove immaganizziamo più frescura possibile in quanto siamo ormai arrivati alla fine di questo bellissimo anello ed una volta superate le gole di Gondo e I suoi strapiombi, rientriamo in Italia nella cittadina di Varzo e di conseguenza in val d'Ossola.
