Tarifa  -  Granada


293 km.

    Nella splendida e caotica Tarifa troviamo il nostro secondo traguardo, ovvero il punto più a sud del continente europeo: una stretta lingua di sabbia che si protende verso la vicina Africa collegata ad un promontorio con delle antiche fortificazioni.

    Anche qui le foto e poi di nuovo sull'autovia che, attraverso due "impegnativi" valichi alpini ( 340 e 320 m.l.m.) ! ci concede un panorama di tutto rispetto: in un mare di eliche troviamo alla nostra destra il promontorio del vicino Marocco ( sono 24 km di traversata) e davanti a noi la Rocca di Gibilterra.

    Abbiamo un poco di difficoltà a sorpassare la congestionata Algesiras, ma finalmente arriviamo a La Linea, la città di confine spagnola! La coda è lunghissima ma rapidamente la risaliamo (come mi era stato consigliato!); le auto sono controllate e sono rassegnate all'attesa, mentre le moto non vengono considerate e quindi si passa velocemente.

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    La Rocca è un caos! 30.000 abitanti in un fazzoletto congestionato! Troviamo un parcheggio privato per la moto ed iniziamo la nostra visita a piedi: la punta estrema si chiama Punta Europa. Per impadronirsi di questo territorio un pò aspro e privo di ricchezze naturali (Gibilterra sta per Gebel Tàriq, la montagna di Tàriq, il condottiero arabo che la conquistò nel 711), eserciti e flotte hanno combattuto aspramente ed i suoi "padroni" ne hanno sempre strenuamente difeso il dominio: Inghilterra (dal 1713 assegnataria di questa specie di staterello) e Spagna (cui appartiene il territorio in senso geografico) stanno, sotto sotto, litigando ancora.

     Sul promontorio vivono una sessantina di macachi senza coda di origine marocchina, si fanno vedere e non vedere, ma quando hanno la giornata buona si lasciano fotografare e rimpinzare dai turisti, al massimo poi rubano una borsa o storcono un tergicristallo. Ma esse godono di una certa impunità: perché la leggenda vuole che la bandiera inglese sventolerà a Gibilterra fino a quando prospererà la colonia di scimmie che ne sono il simbolo. A scanso di sorprese Wiston Churcill, durante la seconda guerra mondiale, si preoccupò di aumentarne il numero. Con le superstizioni non si sa mai.

    Dopo aver finito il giro guidato da parte di ottimi ciceroni locali, riprendiamo la moto ed iniziamo la risalita verso nord; abbandoniamo il mare e rientriamo nell'entroterra, da dove la strada si inerpica sulla sierra Bermeja raggiungendo i 1000 metri ; da Jimena de la Frontera percorriamo la strada denominata dei "Paesi Bianchi", una trentina di municipi arrampicati quasi sempre in cima a delle colline che ricordano la dominazione araba.

    Dopo aver valicato la sierra, scendiamo nella vallata di Ronda; il nucleo più antico, La Ciudad, è arrampicato su di un piatto promontorio roccioso il cui lato settentrionale è bruscamente rotto da una gola (tajo), profonda più di 100 mt e lunga più di 500 mt, in fondo alla quale scorre il Rio Guadalevin. Al di là della gola si stende El Mercadillo, la città nuova. La Plaza de Toros è, con quella di Siviglia, la più bella di Spagna.

    Lasciata la città attraversiamo un immenso altopiano collinoso dove gli olivi fan da padrone, passiamo vicino ai ruderi del castillo de la Estrella ed improvvisamente ritroviamo l'autovia per Granada che raggiungiamo dopo circa 90 km.