BEURA - BORMIO
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257 Km.
Ripartiti di buon mattino imbocchiamo la val Vigezzo e torniamo in Svizzera attraverso il valico Di Ponte Ribellasca, la strada è molto stretta e tortuosa e l’andatura è per forza ridotta, siamo nel Canton Ticino, e fatti una ventina di Km. giungiamo nella bella Locarno con il suo lungolago e i belli alberghi. Attraversata proseguiamo per Bellinzona fino al bivio con la statale che ci porta verso Lugano, caratteristica cittadina nota per le sue molte banche e la stazione climatica.
Il confine è molto vicino e siamo in Italia attraverso una strada ancora più stretta e tortuosa anche per i cantieri aperti, percorriamo tutto il versante nord del lago di Lugano e grazie al sole che ci accompagna possiamo gustare le sue bellezze!
Arrivati a Porlezza attraversiamo un piccolo tratto di pianura e arriviamo sul lago di Como che dovremo risalire fino al suo immissario attraversiamo così le cittadine di Dongo e di Domaso che si stanno appena svegliando da questa stagione veramente fuori dai canoni estivi.
Arrivati a Sorico seguiamo il fiume Adda ed eccoci finalmente in Valtellina, la musica cambia: la strada è molta ampia e dritta ma il traffico è veramente atroce, attraversando poi i suoi centri più belli e grandi come Morbegno, Sondrio e Tirano si è costretti in strettoie ed intasamenti, è il prezzo per una strada con molti valichi internazionali in un giorno feriale!
Da Tirano però si inizia a viaggiare meglio il traffico si fa più rado come le coltivazioni e i centri industriali, e grazie a lunghe gallerie scavate dopo la disastrosa alluvione arriviamo velocemente alle porte di Bormio dove però ci aspetta una giornata quasi autunnale.
Bormio sorge a un'altitudine di 1225 m, presso la confluenza del torrente Frodolfo nel fiume Adda. Assai frequentata, tanto nel periodo estivo quanto in quello invernale, conobbe nel XV e nel XVI secolo un primo periodo di prosperità grazie ai commerci tra il Ducato di Milano, la Serenissima e i paesi transalpini, mentre l'apertura della strada militare dello Stelvio nel 1825 diede nuovo impulso alle funzioni commerciali della valle e di Bormio in particolare.
Testimonia l'importanza rivestita dalla località nei secoli passati il piccolo ma grazioso centro storico, all'interno del quale spicca la chiesetta romanica di San Vitale, esternamente decorata con affreschi del XIV secolo. Di rilievo anche il trecentesco santuario del Crocifisso, la collegiata dei santi Gervasio e Protasio, di fondazione altomedievale ma di forme barocche, il Kuèrc, loggia con tetto in ardesia che fungeva da luogo di amministrazione della giustizia, e il Museo civico, ubicato nel Palazzo De Simoni, sede del Municipio, e ricco di testimonianze artistiche ed etnografiche valtellinesi. Nei pressi del centro abitato è situata la sorgente Cinglaccia, dalla quale sgorga acqua a 32 °C e che viene sfruttata a fini termali. Bormio è il tradizionale punto di partenza per le escursioni al parco nazionale dello Stelvio, il più esteso d'Italia
